Menu principale:
Il popolo albanese, uno dei popoli più antichi d’Europa, ha creato ed ereditato una ricca cultura materiale e spirituale.
Sulla formazione di questa cultura hanno influito diversi fattori, come le condizioni dello sviluppo economico-sociale e la posizione geografica dell’Albania, posta tra l’Oriente e l’Occidente, luogo in cui si confrontavano due grandi civiltà.Uno degli aspetti più interessanti di questo patrimonio è costituito dai costumi popolari che, oltre ad una funzione di praticità, esprimono forti valori artistici e testimoniano lo sviluppo culturale del Paese.Fino agli anni ’30-‘40 del XX secolo i costumi popolari continuavano ad essere usati per un uso quotidiano da parte della maggioranza della popolazione contadina e, in parte, anche dalle popolazioni cittadine.
Gli abiti presentavano diverse forme e varianti, che incidevano sia sullo stile complessivo che sui singoli ornamenti. Oltre le specifiche originalità, non mancano tracce di stratificazioni di altre culture, con le quali gli Albanesi hanno avuto contatti volontari od obbligati da eventi storici. Significativi sono l’abito con xhubleta (tipo di gonna a forma di campana, ondulata nella parte inferiore), indossato dalle donne cattoliche nei villaggi delle Alpi nel nord del Paese e l’abito con fustanella (gonna larga), usato dagli uomini in tutta l’Albania fino all’inizio del XX secolo.Fino agli ultimi decenni del XIX secolo nelle città albanesi, come del resto in altre città balcaniche, erano usati alcuni abiti propri della tradizione orientale, che piacevano alle classi sociali più alte che desideravano vivere nel lusso tipico delle metropoli dell’impero ottomano. Tali abiti erano indossati particolarmente nei grandi centri come Prizren, Gjakova (Kosovo), Scutari, Elbasan, Berat, Gjirokaster, Vlore, Joanina, ecc. Essi venivano cuciti e ricamati da maestri che si erano specializzati nei grandi centri urbani dell’impero. Gli abiti usati nelle campagne, invece, erano generalmente lavorati nell’ambito dello stesso nucleo familiare, dalle donne che, tessendo lino, lana, cotone ecc., intrecciavano e ricamavano modelli diversi e sempre nuovi.Gli abiti più fastosi venivano impiegati soprattutto in occasione di cerimonie nuziali; il lusso espresso attraverso la lucentezza dei colori e la ricchezza dei materiali (oro e argento), oltre a sottolineare la bellezza degli sposi, testimoniava “l’onore” ed il potere economico della famiglia.
Le parti più lavorate degli abiti da donna contadina sono le camicie, i grembiuli, i gilet e le calze. Tra i più interessanti vi sono le camicie da donna della zona di Fushe Zadrima (Scutari), della zona di Shpat (Elbasan) e della zona di Fushe Kruja. Invece i grembiuli più particolari erano quelli delle donne della zona di Kukes (Nord Albania) e della zona di Shpat (Elbasan).Negli abiti da uomo si notano i gilet, le maniche intessute qualche volta con fili di cotone e qualche volta con fili di metallo, colletti e polsini delle camicie ornati con ricami molto fini. Invece, negli abiti dell’uomo cittadino le tessiture, prodotte da maestri professionisti, presentavano ricami più complessi.Anche gli ornamenti (fibbie e gioielli) sono considerati dagli Albanesi come un piacere estetico, per abbellire le parti diverse del corpo sia nella vita quotidiana sia in occasioni di cerimonie.In tutte le regioni albanesi gli ornamenti sono usati più dalle donne che dagli uomini. Nessuna sposa o donna poteva immaginarsi senza collana, orecchini, anelli, braccialetti o forcine di differenti forme: pur di possederli e indossarli si era disponibili a sopportare spese consistenti.Le donne indossavano fino a quattro o cinque collane associate con monete di metallo, oppure pietre di vetro di diversi colori, dai cinque ai sette anelli, orecchini di grandi dimensioni: i più usati erano quelli a forma di mezza luna, i bottoni di metallo, le varie forcine e le cuffie ornate con monete.Secondo la mentalità degli abitanti di queste regioni, una sposa doveva «far tremare la terra, quando camminava» e «spaventare anche i demoni» con i rumori creati dal ritmo dei numerosi ornamenti. Oltre ad una funzione estetica, gli ornamenti avevano funzione magica, soprattutto se di metallo. Considerando il matrimonio di una coppia non solo un’evento individuale, ma significativo per tutta
la famiglia e i conoscenti, gli ornamenti di metallo difendevano la sposa dal malocchio dei malfattori. Per questo motivo si arrivava anche a vendersi parte del patrimonio immobiliare pur di avere un apparato ornamentale degno di nota.Anche gli uomini usavano ornamenti soprattutto durante le cerimonie familiari oppure in diversi eventi sociali. In particolare, gli ornamenti degli uomini erano: qostek (catena d’orologio), bottoni di gilet ed armi costose intorno alla vita oppure portate a spalla.A seconda del potere economico della famiglia gli ornamenti potevano essere di rame combinato con argento, di puro argento oppure d’oro associati a pietre preziose. Di solito nelle campagne si usavano ornamenti di rame ed argento, nelle città invece quelli di metallo prezioso. Nella maggior parte delle regioni albanesi ogni costume popolare aveva propri ornamenti; spesso a prima vista si poteva individuare non solo la regione di appartenenza, ma anche il maestro che li aveva realizzati. Specificità e peculiarità regionali si evincevano non solo dal modello e dalla forma, ma anche dai materiali e dal genere degli ornamenti presenti. In particolare, si poteva subito capire dal tipo di collane e fibbie se esse fossero accessori di abiti dell’Albania settentrionale, di Fushe Zadrima, della zona delle Alpi, dell’Albania centrale o delle regioni dell’Albania orientale.Nelle campagne dell’Albania meridionale, invece, le donne usavano minore quantità di ornamenti (soprattutto anelli, orecchini e fibbie) e costumi meno colorati.